FILIPPINE – La Buon Notizia

Gesù è venuto a portare la bella notizia: Dio ci ama, Dio è misericordia, Dio è Padre e accoglie tutti!

Apriamo i giornali, ascoltiamo la radio, guardiamo la televisione... le buone notizie sono rare, perché non fanno notizia, ma sono VITA!!!

Vita è speranza che dà coraggio e forza nelle difficoltà e nei problemi di ogni giorno, Vita è amore in chi si sente perdonato, accettato, amato. Rodolfo la nostra guardia notturna desidera condividere con voi la gioia di essere rinato a nuova vita. Povero, solo, emarginato, attraverso noi Suore, ha conosciuto l’amore, la compassione, la misericordia del Padre ed sono rinate in lui la gioia e la speranza...

Eccolo raccontarci la sua storia:

Son nato e cresciuto a Masbate, una piccola isola in Visayas Region. Sono il quinto di quattro fratelli e due sorelle. Ho iniziato la scuola elementare a 10 anni quando i miei genitori si sono sposati civilmente e io sono stato registrato all’anagrafe. Porto in me grandi ferite della mia fanciullezza e adolescenza. Ho vissuto quegli anni tra continue liti e violenze… Mio fratello Pueben a 15 anni durante una lite, ha ucciso un nostro cugino, un altro fratello è membro di un gruppo di ribelli, mio papà e mio fratello Lindo sono spesso ubriachi. Solo la mamma è buona e soffre tanto…

Io mi chiedevo: “Cos’è la VITA?”

A 16 anni ho lasciato la scuola elementare. Solo il solo nella mia famiglia a saper leggere e scrivere. Andare a scuola era un grande sacrificio perché è lontana e non ci sono mezzi… ci vogliamo più di due ore di cammino per andare e altrettante per tornare. Quando poi inizia la stagione delle piogge i torrenti diventano come “fiumi” e non si può passare…

Ho iniziato a lavorare aiutando nella pesca. Un giorno un amico mi invita ad andare con lui a Manila. L’Agenzia dove lavora ha bisogno di giovani guardie e a casa i miei genitori avevano bisogno di “aiuto”. Parto con lui.

A Manila i primi mesi sono stati molto difficili, non ero abituato al caos della città non sapevo esprimermi né in Inglese, né in Tagalog. Ho sofferto la fame perché l’agenzia tratteneva il salario per saldare il debito del viaggio e dell’uniforme. Mi sentivo solo ed insicuro… pensavo di ritornare a casa.

Un giorno il manager mi chiede di sostituire la guardia di notte dalle Suore in Tunasan.

Chi sono le Suore mi chiedevo? Ma già entrando dal cancello ho respirato un’aria di pace, di serenità, subito ho pensato: “Spero di restare qui!”

Lavoravo qui già da qualche settimana, quando, una sera, suor Glenda mi chiede: “Tu sei cristiano o mussulmano?” “Non lo so!” rispondo. “Conosci Gesù? hai sentito parlare di Lui?” “Ho sentito questo nome… ma non so…”, rispondo. E lei: “Vuoi che ne parliamo?”

Inizia così una catechesi con due-tre incontro la settimana, alla sera prima di iniziare il mio lavoro. Continuo così per circa tre mesi. Ad ogni incontro provavo tanta gioia e interesse; la mia mente si apriva a tante cose meravigliose che non avevo mai sentito: il segno della Croce, il suo significato… Gesù che ci ama e ci perdona... Tutto questo mi ha aperto il cuore alla speranza e aspettavo con ansia il giorno della Riconciliazione.

Non riesco a spiegare ma vorrei gridare a tutti la mia gioia, la pace che ho provato… mi sentivo libero come se volassi… Quel giorno le Suore mi hanno regalato una maglia bianca come segno che dentro di me si è accesa una luce.

Dopo questi mesi di catechesi finalmente ho potuto partecipare all`Eucarestia e ho fatto la mia prima Comunione!

La mia vita è cambiata, ora ha un senso! In cuore ho un grande desiderio: di far partecipi anche ai miei fratelli , amici, papà, mia mamma di questa gioia, di questa libertà, voglio che anche loro incontrino il Salvatore: Cristo Signore!

Ringrazio le Suore, suor Tullia, suor Glenda, attraverso di loro ho incontrato Gesù.

Rodolfo